Ho conosciuto questo manga nel 2014 durante una mostra ( vedi post ) a Tokyo e mi incuriosì da subito il successo strepitoso che ebbe negli anni 80 in Giappone e l'importanza che gli era riconosciuta a distanza di circa trent' anni dalla sua pubblicazione in patria. M'informai sulla storia che raccontava e cercai il modo per leggerlo online. Però qualcosa mi faceva postporre la lettura perchè sentivo che ci voleva tempo e tranquillità per immergersi nel mondo di Kazuki e di Haruyama , in quei quasi tre anni di vita che li ha visti crescere, correre rischi e scoprire cosa vuol dire amare. Avevo ragione.
Nel mentre lo scorso anno, dopo l'annuncio della pubblicazione italiana, ho guardato in streaming la trasposizione cinematografica ( vedi post ) e mi ha toccato e commosso moltissimo. Quanto il manga.
Trama:
La trama potrebbe risultare poco originale a chi ha già letto shoujo, ma è lo stile della Tsumugi che fa la differenza e lo rende tutt'oggi così speciale. Non solo il tratto minimale con visi molto simili alle fattezze reali degli adolescenti giapponesi, ma anche le tavole costruite con più ariosità, tanta luce contrapposta all'oscurità quando è necessaria per descrivere l'emotività e le situazioni che vivono i personaggi, vignette aperte e paesaggi urbani che ci fanno essere proprio lì, in quella parte della prefettura di Kanagawa, nello Shōnan. E i flussi di coscienza con i pensieri di Kazuki espressi come fossimo lei e che trasmettono il suo disagio, la sua confusione, l'incertezza, la rabbia, la paura, l'incoscenza, tutto.
E poi c'è la descrizione di un'ambiente che incuriosisce, quello delle Bōsōzoku ( 暴走族 ) , le gang di bikers che sin dagli anni 50 erano presenti in Giappone, sebbene il picco si ebbe proprio in quei primi anni 80. Le dinamiche vengono mostrate senza essere troppo opprimenti, ma ci sono. Risulta ben chiaro come funzionassero le cose, i contatti di alcuni con la yakuza, le droghe che giravano, l'incoscenza di molti gesti a partire dall'attraversare col rosso ai semafori fino all'affrontare soli le minacce di chi amava solo fare risse, le bravate più o meno gravi, i problemi con la polizia, la preoccupazione dei genitori e della comunità tutta, quanto disagio arrecassero. Si percepisce la pericolosità di quella vita che molti decisero di intraprendere, o in cui vi si ritrovarono invischiati invitati da amici, come risposta ad una condizione di disagio giovanile, soprattutto all'interno delle famiglie. Quello ero un modo per esprimerlo ribellandosi al mondo degli adulti che sentivano lontano e che o non li amava o non riusciva a capirli.
Taku Tsumugi sembra aver voluto raccontare questa storia sia per tornare indietro con i ricordi alla sua di adolescenza ( classe 1964, lo era intorno alla fine anni 70 inizio 1980 ) che per trasmettere dei messaggi importanti. La sottocultura Bōsōzoku aveva il suo fascino, ma attraverso Hot road viene mostrata l'incoscienza di chi vi si approcciava e come si sottovalutassero certe situazioni rischiose che non solo potevano portare alla prigione, ma addirittura alla morte. Il messaggio principale secondo me è la cura che si deve avere per la propria vita e per quella di chi si ama. E la voglia di comprendersi, e lo sforzo di mettersi nei panni dell'altro. Ma Kazuki è troppo giovane, cresciuta senza un padre e con una madre che non sa comunicare con lei, pensa non sia desiderata, che sia di troppo. Il suo punto di vista è egoistico, ma anche la mamma ha le sue responsabilità. La capirà fortunatamente e inaspettatamente anche grazie a quello scapestrato di Haruyama. Haruyama che sembra non ascolti ma lo fa, che inizia a sentirsi fragile quando capisce che lei è importante per lui, e la cosa non gli piace. Che pur volendo continuare a fare il menefreghista ha a cuore il bene della ''sua donna'. Non dico di più per non svelare troppo.















































